Comunicazione di servizietto

Sono arrivata alla conclusione che la macchinetta delle sigarette sotto casa sia la vera voce di Dio.

Ecco, ieri sera sono andata a comprare le sigarette e oltre ai richiesti e pagati tre pacchetti di Chesterfield rosse mi ha donato un pacchetto di preservativi, non richiesti e sorprendenti, visto che qui si è chiuso l’esercizio per cessata attività.

Vedete, io sesso ne faccio quando lo vuole la mia testa. Davvero, la vagina c’entra poco e il cuore ancora meno. Il mio organo sessuale principale (clito compreso) si trova tra le orecchie.

E ultimamamente non c'è nessuno che mi incuriosisca più di tanto.

Ma - diciamocelo - quel pacchetto di condoms piovuto dalla macchinetta delle sigarette è un messaggio cosmico.

Si accettano candidature di intellettuali, eccezionalmente dotati con grandi conoscenze linguistiche.

Citofonare Dacia Valent

 

Il presidente dei fikkafikka

 

Sapete una cosa? E da questo momento credo non ne parlerò più.

Tutta la storia di Silvio Berlusconi è tragica, anche comica ma soprattutto patetica.

Perché un presidente che paga per scopare, dopo essersi imbottito di pillole o di iniezioni o irrigidito il pisello con l’amido non si può che piangere e compatire. Insomma, non è un romantico trombatore ma un patetico puttaniere.

Posso ringraziare i coglioni che lo hanno votato?

Vi ringrazio solo perché siete in troppi per spararvi un colpo in testa.

Dacia Valent

 

La Società delli Magnaccioni

 

Io vi tengo al corrente delle mie avventure giudiziarie, perché sono buffe.

Ho detto che questo è un paese di puttane e papponi, che è un paese di persone di merda e di bastardi.

Pare che forse forse avessi ragione.

Certo, una “scimmia negra” non dovrebbe permettersi di dirlo. Così sostengono anche nei siti di estrema destra: la Valent ha ragione, ma non è lei che deve dire questo, perché negra e quindi "zero tituli" alla parola..

Ma che volete a me piace fare le cose che non dovrei permettermi di fare. Sono una scimmietta negra dispettosa.

Vedete, bimbi, un paese dove il meglio che un popolo esprime, e cioè il suo Presidente del Consiglio dei Ministri, il Capo del Governo, è un  puttaniere e i suoi uomini “migliori” sono dei fornitori di ragazze a pagamento (un po' come la Santanché delle origini), mi pare che sia davvero un paese di uomini e donne di merda, un paese di uomini e donne bastardi.

Ecco, sappiate che la Digos di Roma mi deve interrogare sul mio pezzo, accompagnata da uno dei miei avvocati su ordine di un magistrato, tale dott. Racanelli. .

Secondo voi che dovrei fare?

Compro un po’ di giornali e metto in contatto il Racanelli, che si occupa delle mie pericolosissime intemperanze letterarie con i magistrati che frugano nelle mutande del vostro “premier”, così da farli mettere d’accordo? Boh...

Insomma, su bambini: ci sono ragazze che vanno avanti e indietro da Palazzo Grazioli a Villa Certosa, accompagnate da deputati papponi, imprenditori maquereaux e quello che è peggio addirittura dai loro genitori prosseneti.

Un popolo di troie e magnaccia, appunto.

Ditemi se - voi italiani bianchi e cristiani - non siete un popolo di troie, papponi e bastardi.

Cioè, se provaste a raccontarmi che si tratta di "vero ammmore", io non me la berrei mai. Insomma, sono una ragazza cresciutella e ormai vi ho inquadrato per bene.

Ma voi, invece, siete capaci di mentire e continuare a mentire di più. Mentre fate ravanare le fighe della vostra famiglia, anche quella minorenne, dal potente di turno. E tutto per avere qualche appalto, qualche soldo, qualche posto ministeriale o addirittura qualche ministero.

Vi faccio l’augurio che vi meritate e che bramate, ché le rate e il mutuo incombono, e che magari quest'anno potete andare in vacanza in Kenya dove mentre vostra moglie si fa scopare dall'ashanti superdotato di turno, voi potrete violentare una bambina di 4 anni:

Vi auguro un allegro e proficuo in culo alle vostre figlie, sorelle e madri.

Che tanto alla fine qualche lira la tirate su.

Yuppiiiiiiiiii.

Dacia Valent

Dea Cane

Per quale bizzarro motivo una donna Nera dovrebbe essere di estrema sinistra o di centro sinistra?

Insomma, facendomi un giro per Facebook, visto che ho smesso di leggere i giornali (troppo deprimente) ho scoperto che una donna Nera è diventata sindaco di un piccolo paese del Nord.

Eletta con la Lega. Un partito razzista e protonazista.

Si sprecano, nelle pagine antirazziste e di sinistra, epiteti assolutamente inaccettabili nei suoi confronti,

Perché? Boh...

Anzi, credo che i "bravi bianchi antirazzisti" siano convinti di poter dare patenti a noi, che ci battiamo da anni per rendere effettive le nostre prerogative di persone, di lavoratori, di militanti.

Ma vedete, ognuno di noi sceglie per chi militare. Chi lo fa per convinzione, chi per convenienza.

Non so quali siano le ragioni di Sandra Cane.

A lei vanno le mie congratulazioni - sincere e da sorella - per la sua elezione.

Sperando, naturalmente, che sia un sindaco giusto con tutti i suoi cittadini e un dirigente politico consapevole delle sue origini e  la sua stirpe, e che non dimentichi mai, mai, mai, le sue radici.

Ora, ditemi un po', dove sta il vostro problema, cari compagni? Forse che i Neri o le minoranze etniche in generale) possono - o dovrebbero - stare solo a sinistra?

E in virtù di cosa, di grazia?

Cosa ha fatto la sinistra - per cui abbiamo militato e combattuto per decenni e per cui alcuni di noi continuano a combattere e militare - per la nostra causa e per la causa dei diritti civili?

Cosa ha dato al movimento delle minoranze etniche?

Cosa ha dato oltre i campi di concentramento creati dal "presidente di tutti" e da quella cessona destrorsa della Turco, che se minimamente riusciva ad essere ispiratrice di una pompa si sarebbe candidata con il Presidente Satiro, per salvare il suo culaccio piatto?

Cosa ci ha dato oltre alla progressiva perdita di potere contrattuale dal punto di vista sindacale e politico?

Cosa, cretini? Cosa, bugiardi?

Oh, certo, ha dato molto ai “bravi bianchi antirazzisti”, dal sindacato ai cosiddetti cattocomunisti: finanziamenti, sedi, riconoscimenti, credibilità e così via.

A NOI, parlo delle minoranze etniche, non ha dato nulla di cui avessimo bisogno, se non leggi sempre più restrittive, umiliazione istituzionale, paternalismo sindacale, tradimento politico e, certamente, belle parole.

Questa sinistra a tentato di regalarci una generazione di parassiti, incapaci di lavorare, persone per cui l’integrazione è quella di diventare esattamente come voi: a Caserta dei camorristi, in Sicilia dei mafiosi, ovunque dei mantenuti, corruttibili e corrotti.

Parassiti inutili alla nostra gente, ma utili a loro, bastardi.

Io non amo la destra.

Io amo la sinistra. La amo perché in lei mi riconosco e ho fatto una scelta consapevole. Esattamente come Sandra Cane ha scelto la Lega. Io ho scelto il comunismo e la libertà.

Ma, e ve lo dico molto francamente, la destra mi da la sicurezza di sapere il nome del mio nemico, e soprattutto di sapere che mi è nemico.

E questo sapere mi da i mezzi per oppormici e per affrontarlo.

Perché, e spero che ve ne rendiate conto, dopo averci abbandonato in tutte le maniere, ci chiedete oggi di darvi solidarietà per le vostre battaglie, di credere che vi stiate "di nuovo" battendo per NOI.

Sappiate che è un film già visto.

Non solo ci avete abbandonato, ci continuate ad abbandonare, ma ci avete usato per anni come "merce" di scambio per le vostre pastette con i fascisti, quelli a cui date del tu nelle trasmissioni televisive dove vi piace apparire per sembrare intelligenti, quando sappiamo che siete dei coglioni senza speranza (nella migliore delle ipotesi) o delle merde traditrici della classe, cosa più attinente suppongo.

Anche quelli che si pretendono rossirossirossi.

Siete subdoli e sguscianti: raccontate storielle alle quali non credete nemmeno voi, basta farle credere a chi si fida e si affida.

Beh, adesso è il nostro momento. Anzi, sono i nostri anni. Anzi, di più, i nostri secoli.

Perché i diritti non si trattano, si conquistano. Con ogni mezzo necessario. Anche la Lega.

Bene.

Questo detto, a me piace più la sindaca Nera della Lega piuttosto che un eventuale vostro massimo dirigente dell’antirazzismo manierista e perdente che ci avete ammannito per anni.

Lunga vita a Sandra Cane

Dea Cane.

Dacia Valent

 

Una normale giornata nella vita dell'IADL

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Sapete una cosa?

Oggi vi racconto uan “normale giornata” della IADL. Una di quelle che presuppone l’intervento della portavoce, perché complicata.

Una ragazza, 24 anni, di famiglia borghese e ricca, dirigente del settore estetico dello Sheraton di Casablanca ha conosciuto qualche mese fa una mozzarella rancida frosinate in quel di Malta, dove entrambe erano in vacanza.

Lei dopo aver fatto “amicizia” con la stronza l’ha invitata a casa sua.

La tipa ha approfittato dell’invito con il suo ragazzo, un grasso 6oenne mezzo calvo, e ha approfittato di un’ospitalità a tutto campo (nessuna spesa, in ogni senso) per quasi un mese.

Qualche tempo dopo le ha scritto per dirle che voleva non solo ricambiare la sua ospitalità, ma darle l’opportunità di guadagnare di più in Italia, con un contratto di lavoro.

La ragazza si è licenziata, ha preso il visto che le consigliavano turistico) per venire qui, ne l paese di Bengodi.

Vista l’importanza della sua famiglia (legata anche alla famiglia reale da una lontana parentela) il visto le è stato rilasciato per 90 giorni. Senza alcun gnere di problema.

Appena arrivata in Italia, è iniziato il suo incubo.

Hanno preteso, e ottenuto, perché la gentilezza è dei nostri paesi e non del vostro, che lavorasse gratuitamente sia in un negozio di abbigliamento sia in una piadine ria.

18 ore al giorno. In cambio di vitto e alloggio.

Veniva chiusa a chiave ogni sera nella sua camera.

L’ospitalità da lei data (il giro del Marocco in macchina, cene luculliane, massaggi, trattamenti di bellezza, vestiti, conoscenze, paesaggi mozzafiato) è stata ricambiata con lo schiavismo più bieco.

Una sera, un amico di questa coppia malefica ha invitato un loro amico, avvocato, che le ha messo le mani addosso. Lei si è ribellata e ha chiesto aiuto ai suoi “amici” che aspettavano nell’altra stanza.

Ed è stat aggredita dalla sua “amica” che le ha detto che sarebbe stato il suo “integralismo islamico” a fare la sua rovina in Italia. Che l’avvocato sarebbe stato molto utile e le avrebbe anche dato qualche soldo.

Ecco.

Questa è la vita della IADL.

Giriamo di blitz in blitz, e dobbiamo occuparci di qualche professoressa in fregola, che toglie a queste ragazze la possibilità di essere rappresentate e difese e tutelate.

Vi terrò aggiornato, che adesso la polizia è andata a liberarla dalla stanza in cui viveva rinchiusa quando non costretta a lavorare e devo incontrarla insieme all’avvocato presso la Questura di Frosinone.

Mobilitatevi, che salvare una vita vuol dire salvare il mondo.

Dacia Valent

La sacra famiglia di magnaccia

 

Allora, ciavete come Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, un vecchietto pedofilo che si fa un po’ di fighetta semivergine, facendosela recapitare a gambe larghe e sulla faccia con l'aereo di Stato. Magari con il paracadute, che ne sappiamo noi delle sue acrobazie, no?

Minchia. Moscia, probabilmente, ma sempre minchia.

Me li immagino, gli amorevoli genitori delle varie Noemi Letizia (tanto le partorite in serie, queste troiette, no? E in serie le mandate dal chirurgo estetico per stringere vagine e gonfiare le tette, no?).

Si, li immagino mentre danno loro un bacino in fronte prima che la sexy-badante tuttaitalianabiancaeputtana dia un bacione sul glande avvizzito del vostro Presidente del Consiglio.

Favolosi, vero? Lo specchio di un paese che sguazza nelle proprie fogne, come tanti maiali felici,:dal maiale capo ai suoi maiali elettori.

E - la cosa più buffa - è che vi apprestate a votarlo in massa, il vostro viagradipendente sgranocchiafanciulle.

Ma un giorno dovrete rendere conto ai nostri figli (che crescono sapendo dove dormire la sera e sognano un lavoro normale ma che quando fanno un lavoro eccezionale ve la mettono in culo come lo fa il Balotelli) perché mai sia preferibile un vecchio che si sbatte una o più ragazzine, non solo consenzienti, ma depositate nel letto del vecchiaccio bavoso dalla loro propria amorevole famiglia, invece di un governo che ponga al centro delle sue scelte gli uomini e le donne decenti di questo paese.

Un po' come si faceva nell'immediato dopoguerra, quando le grassissime madri italiche pesavano la farina e la cioccolata in cucina, mentre la figlia allargava le gambe per pagare i viveri con il soldato americano di turno.Naturalmente nella moneta corrente di questro paese: la figa.

Popolo di navigatori? Di santi? Di poeti?

Mannò, popolo di meretrici, madame e magnaccia. E tutto per soldi. Dio, che schifo. Che schifo fate.

Credo che la piccola puttanina del Presidente del Consiglio abbia perfettamente definito il futuro di questo paese, quando ha detto che "Papi Silvio" l'avrebbe aiutata a entrare o nel mondo dello spettacolo o in politica.

A questo è ridotta la politica in Italia.

Basta succhiare un pisello, anche se anziano e sudato e rugoso e moscio, e se proprio dovesse andare male alle elezioni si potrebbe comunque fare la velina. O viceversa.

Dio, che schifo.

Ma davvero volete dirmi che non vi accorgete di quanto pateticamente disgustosi siete? Cioè, sul serio non vi vergognate? E sul serio non vi vergognate di Silvio Berlusconi, della famiglia Letizia, di Gino Flaminio e della bambina ciucciacazzi?

Davvero me lo dite?

Questo è il popolo che volete essere? Questo è il popolo che vi piace essere?

In definitiva siete un gruppone di puttane e papponi, che nulla ha a che vedere con me. Che nulla ha a che vedere con noi.

Dovreste tornarvene nei bordelli dove vi hanno generato e dove generate i vostri figli e figlie. E lasciare questo paese meraviglioso a gente che abbia valori, contezza e coscienza di sè. E non siete voi, care le mie mozzarelle, prendetene atto.

Non è Berlusconi a essere una barzelletta, ma proprio il popolo che lo vota. Voi. Stronzi.

Tutti voi indefessi (e fessi) difensori dell’indifendibile, non vi rendete conto che l’Italia intera è additata come un paese di patetici sostenitori di un pedofilo senile e disfunzionale?

Perché, prendetene atto, Silvio Berlusconi, - quello che votate perché siete dei poveri pirla assuefatti alle sue reti e alle rate e ai ratti e alle tette in televisione - è esattamente questo: un vecchietto disfunzionale con problemi di memoria e di controllo. Posso scomettere che gira con il pannolone.

Ed è il presidente che questo popolo disfunzionale, con problemi di memoria e di controllo si merita. Un popolo in  pannolone. Cacchette.

Dacia Valent

Avviso per i commentatori

Un piccolo avviso per quelli che intervengono nei commenti: io rispondo solo a persone che conosco o a persone che si fanno conoscere. Insomma, a persone che anche se sentissero l'impulso un po' perverso di dire orrende, quando attinenti all’argomento, si firmano con nome e cognome.

I commenti che non mi piacciono, perché ripetitivi - del tipo, negra, cicciona, schiava, troia, pregiudicata, barbona, frigida, ecc. ecc. - li “spubblico”. Tanto quelli ce li ho già, ecchediamine.

Visto che rimango in Italia per i prossimi due mesi, perlopiù al computer, non ho problemi né a rispondere né a mandare a quel paese i trasgressori di questa nuova piccola norma.

Non ho intenzione di moderare i commenti del blog: la gente perbene - anche quella peggiore, basta che abbia il coraggio della propria tastiera - può coprirmi di contumelie, senza alcun problema, naturalmente con una reazione di uguale intensità anche se di verso opposto.

Naturalmente la norma non è retroattiva.

Sappiate che i commenti li leggo tutti, ma sono diventata talmente zen che qualsiasi cosa men che gentile diciate, a meno che non sia intelligente e pertinente, mi scivola addosso come la fetida brezza che spira in una discarica abusiva.

Dacia Valent

 

E mo' basta

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Dichiaro concluso il mio “auto esilio” dalla rete.

Avevo davvero bisogno di una pausa, per pensare a cosa fare, a come farlo e a con chi farlo. Persone da contattare, persone da assumere, un ufficio da allestire.

Ho avuto molti “compagni” di strada, che mano a mano hanno rivelato la loro vera natura.

Alcuni mi hanno fatto capire il valore dell’amicizia e della solidarietà, altri quelli del tradimento e della meschinità.

Tutti quanti - però - mi hanno insegnato molto, e per questo li ringrazio. Anche quelli che mi hanno ferito e tradito, perché grazie a loro ho scoperto che non ho nulla da perdere, se non le mie catene, in fondo.

Io mi sono eclissata per parecchio solo per disintossicarmi, e ho scoperto che esiste un mondo intero che aspetta solo che noi decidiamo per il martirio.

Si. L’ho detto. Martirio. Jihad.

Certo non pretendo che tutti quanti voi abbiate la mia stessa propensione per il martirio: tutti temono qualcosa.

Io temo solo Dio e la mia coscienza.

Ed esattamente di questo si tratta di una questione di coscienza. Di obiezione di coscienza.

Il momento per iniziare a resistere, il momento di diventare partigiani, è arrivato. Perché questo è il momento della resistenza, con ogni mezzo necessario.

Non sto scherzando.

È troppo facile fare i rivoluzionari da tastiera. Bisogna metterci il cuore, e la pelle.

Letteralmente.

Perché va preso atto che da Aversa a Milano a Roma, sono le persone meno protette dalla legge le sole ad opporsi alle leggi razziali. Sono gli immigrati e i Rom e Sinti a manifestare contro i soprusi, da quelli della mafia a quelli delle istituzioni.

Perché non hanno nulla da perdere.

Appunto.

Nulla da perdere se non le proprie (e le vostre) catene.

Rastrellamenti nei quartieri, sugli autobus, chiusura dei luoghi di culto, respingimento di profughi verso paesi che non hanno firmato la Convenzione di Ginevra [quella che regola i diritti dei rifugiati], ghettizzazione forzata di persone che altrimenti avrebbero un'altra vita, suicidi nei centri creati dalla peggiore sinistra e aggravati dalla peggiore destra.

Quello che sta succedendo in Italia è esattamente quello che è successo durante il fascismo.

Lo so, è troppo chiedere a chiunque in questo paese di avere memoria storica e ricordare quello che ha reso disumana, assassina e animale non solo la classe politica dirigente del ventennio, ma un intero paese e popolo.

Vi hanno fatto dimenticare e voi avete comodamente dimenticato.

Vi affidate al "salvifico turismo" dell'orrore ad Auschwitz, mathausen, Dachau. Salvo poi dimenticare cosa ha condotto lì quelle vittime del popolo di navigatori, santi e poeti: leggi razziali per la "sicurezza" di molti eletti contro i pochi.

Non basta fare lingua in bocca con il carnefice: tutti saremo travolti dall'orrore. Tutti lo stiamo essendo.

Facile vero fingere che la nostra vita non dipenda dalle vite degli altri? Facile dimenticare che ognuno di noi, con il sacrificio delle nostre prerogastive, del nostro lavoro, della nostra fedina penale, può fare la differenza.

Dimenticate sempre. Quasi.

Questo paese ha già vissuto la tragedia dell’indifferenza e della pavidità, durante il ventennio fascista. Molte persone sono morte, molte altre sono rimaste ferite a vita e per generazioni da quanto si è consentito succedesse, solo perché appartenenti ad una determinata religione, quella ebraica.

Non opporsi – con ogni mezzo consentito dalla legge e dalle nostre coscienze – a quanto sta succedendo consentirebbe alla storia di ripetersi, alle persone di esser umiliate, a uomini e donne di morire, come successe durante il ventennio che devastò questo paese e la sua coscienza e contezza di se per le future generazioni.

Questi provvedimenti “acchiappa voti” preparano le prossime generazioni delle minoranze etniche a un futuro in cui sentiranno questo come un paese nemico: non una madre ma una matrigna, non il nido che dovrebbe essere, per tutti e ognuno, ma la fogna che è e che si sta consolidando per chiunque.

I figli d’Italia, i nostri figli e figlie, saranno schierati gli uni contro gli altri, perché politici incoscienti, avidi di voti e consenso, li stanno crescendo gli uni contro gli altri.

Sappiamo di essere soli.

Sappiamo anche di non suscitare le simpatie del cosiddetto ”pubblico sovrano”, così affezionato ai reality show e ai concertoni sindacali, sappiamo inoltre che un uso sapiente dei mezzi di comunicazione di massa ha trasformato milioni di innocenti in pericolo sociale, in colpevoli a prescindere, in agnelli sacrificali sull’altare del “voto di scambio”.

Ché, lo sapete meglio di me, la cosiddetta “gggente” ha bisogno di sicurezza, e invece di prendersela con chi la sta massacrando con la “flessibilità”, i “contratti a tempo”, le “contrattazioni separate”, e tutta la fuffa che la sinistra che dobbiamo sopportare ci ha fatto ingoiare in questi anni.

No. Se la prendono con quelli più demuniti loro. Perché sono dei parassiti vigliacchi che si meritato tutto quello che sta succedendo loro. Bastardi lumpen del cazzo, senza un futuro, perché non lo meritano.

Sappiamo, purtroppo, che un uso altrettanto sapiente del politically correct ci ha messo nell’angoscia di dover recuperare diritti che abbiamo perso proprio grazie a chi si era erto come nostro “difensore”.

Non dimentichiamo e vi preghiamo di non dimenticare che i CPT (oggi CIE) sono stati previsti dalla legge Turco-Napolitano, non dimentichiamo che le persone vi vengono rinchiuse per legge senza alcun genere di processo, sullo stile della detenzione amministrativa in auge nel Sudafrica dell’Apartheid e nell’Israele del genostillicidio palestinese, non dimentichiamo che gli esseri umani che decidono di porre fine alle loro vite (e sono in molti, troppi, nel nome di Dio, troppi!) in questi centri lo fanno per la disperazione di sentirsi completamente soli, completamente abbandonati.

Sappiamo tutto questo ma non vogliamo guardare al passato.

Perché sappiamo che il passato deve essere maestro per vivere e non guida per la vendetta: il vero pericolo per la sicurezza di tutti noi, per la sicurezza del nostro stesso futuro, è quello di rimanere inerti di fronte al ripetersi della storia, di fronte alla persecuzione di innocenti per la loro appartenenza etnica, nazionale o religiosa.

Per molti anni abbiamo sostenuto associazioni e forze politiche che si dichiaravano amiche e compagne, lasciando a loro la guida del movimento che avrebbe dovuto dare diritti ai fratelli e alle sorelle, e in questi anni i pochi diritti acquisiti - grazie al sacrificio delle lotte partigiane e alla nostra Costituzione - sono stati persi in favore della meschinità del beneficio elettorale fine a se stesso e agli eletti.

Per questi motivi abbiamo deciso di prendere in mano il nostro destino, tendendo una mano a tutti voi, chiedendovi di mettere in gioco le vostre vite nella stessa maniera in cui lo fanno ogni giorno gli immigrati in Italia, nella stessa maniera in cui lo facciamo noi.

L’obiezione di coscienza è una scelta etica fatta da persone consapevoli del loro ruolo nella società, persone per cui un atto – che può condurre a denunce e sospensioni dal servizio – è l’unica via per risolvere il conflitto tra il rispetto della legge e il rispetto della propria prassi etica.

Sappiamo che non sarà un cammino facile, ma per aspera ad astra.

A meno che a voi non interessi fare sparate dai blog, giusto per migliorare gli accessi e sentirci un cazzo e mezzo.

Ma davvero, ditemelo, cosa sono gli accessi a un blog della periferia del mondo come i nostri?

Sul serio fate bau bau per poi ritornare a cuccia, come un chihuahua castrato?

Svegliatevi signore e signori. Perché questo non è il momento di mediare, è quello di attaccare. Non è il momento di pietire, è quello di esigere. Non è il momento di perdonare ma quello di ricordare. Non è il momento di dimenticare ma quello di rendere la memoria la base su cui cambieremo il presente per preservare il futuro.

Ho tanta voglia di piangere. Ma una delle poche cose che ho davvero imparato dalla vita è che va vissuta senza paure, soprattutto quando ci si batte per il futuro.

L'ho imparato soprattutto dalla vita che mi hanno fatto vivere le amichette, quelle difese senza timore di sporcarmi uscendone lorda e maleodorante: le ragazze grandi non piangono.

Io, per esempio, non lo faccio mai. Non ne ho il tempo.

Fottetevi e buona vita a tutti.

E lunga vita alla SCORE-Italy e alla IADL.

Dacia Valent

 

La vagina di Lia di Haramlik va in tribunale

 

Francamente mi fa divertire la storia.

Allora, Fulvia De Feo - quella che ci racconta di ogni sua strabiliante avventura sessuale, con implacabile dovizia di particolari, che vanno dall’individuazione dello sventurato eventuale frequentatore delle sue mucose, fino alle tragicomiche conclusioni delle sue storie epocali da 3 a 12 botte e via - mi ha querelata e tutta la Procura di Roma ha sguinzagliato investigatori, e grazie alle umide tracce lasciate dal nostro Puttanone, hanno finalmente concluso le indagini.

Sulla sua vagina e sul mio scrivere.

Parrebbe che riprendendo sul proprio blog ciò che Lia [aka Fulvia De Feo] racconta, fa e che narra abbondantemente dalle paginette della sua personalissima  e patetica versione de La Philosophie dans le boudoir sarebbe un reato.

Tremo per Grazia a questo punto, perché tra scopate mistico-esotiche e depilazioni esotico-splatter potrebbe essere nel mirino.

Di questa cosa ne scrivo oggi, ancora prima della notifica del provvedimento di chiusura delle indagini perché adoro lo scrivere estremo, come ben sapete, per me è una specie di bungee jumping da tastiera, irrinunciabile.

Ora, sarà chiaro anche a voi che si tratterà di un processo divertente, vero? 

Perché sarà un processo in cui si discetterà del vaginone di Fulvia De Feo e dei soldi che prende a fine rapporti sessuali occasionali, anche se sanciti in qualche Moschea di provincia.

A me sta bene.

So benissimo che starà bene anche a lei, sennò non ne avrebbe scritto. Anche se mi sembra un po’ incoerente, ché mi sentivo molto al sicuro quando lei dichiarava molto signorilmente che non mi avrebbe mai querelato perché “Avrebbe la stessa efficacia, e lo stesso significato, di una querela fatta al barbone alcolizzato che ti insolentisce in metropolitana, una querela fatta a te. Va à savoir…

Sarà una bella occasione per vedere tanti vecchi amici, tutti convocati a testimoniare, per conoscerne di nuovi che mi sarebbe piaciuto conoscere, oltreché un’occasione per liberarmi una volta per tutte delle mail grondanti patetismo e sesso da periferia, nonché liberare il mio cellulare di tutti gli sms del povero Mullah de noantri, che non sapeva che lo si leggesse in stereofonia, alla faccia della privacy di cui - oltre al resto - si riempie la bocca il Puttanone.

Perché una volta consegnati al magistrato, mi si libera una bella porzione del Communicator e una piccola parte del computer.

Anzi, sapete che vi dico? Si approfitta dell'occasione per fare un Barcamp intitolato alla vagina del Puttanone, e che non se ne parli più. A meno che lei - come al solito - non voglia.

Naturalmente eviterò di presentare un qualsiasi genere di memoria tendente all’archiviazione, e altrettanto naturalmente chiederò di registrare ogni singola seduta del tribunale da broadcastare qui sul blog, perché il divertimento va condiviso.

Con Max Ferrari, l’ex-direttore di TelePadania, ho lasciato correre, solo perché da uno che ti chiama piangente per raccontarti che non è razzista perché ha sposato una thailandese e ha una bambina che proprio bianca non è, essù dai ritira la querela, io non ce l’ho coi negri, anzi mi hanno licenziato e non so nemmeno cosa mangiare, e via dicendo… beh - capperi - anche se l'aveva fatta grossa si lascia correre.

Col Puttanone, no.

Su, provate a immaginare lei che dice:

Ha detto che scopo con chiunque!”

E “chiunque” che risponde “Beh, insomma è vero...”.

Priceless.

Dacia Valent

 

santa violenza sessuale, aiutaci tu

 

L’Italia è il paese più sicuro del mondo per noi donne.

Dall’inizio dell’anno ci sono stati solo una decina di stupri, ci informano le prime pagine dei giornali.

Che culo che c'abbiamo noi ragazze che sculettiamo in piena sicurezza in questo paese del Bengodi della tranquillità sessuale, eh?

E se consideriamo che poi tutti 'sti smucinamenti bastardi sono a opera di persone facilmente identificabili, perché hanno un accento diverso o una morfologia fisica che avrebbe fatto la gioia di Lombroso, che si sarebbe risparmiato un bel po' di tempo in misurazioni craniali, per forza dobbiamo sentirci più tranquille, no?

Roba da trovarli subito, questi malvagi energumeni che rovinano l'immagine di un paese altrimenti completamente privo di qualsiasi genere di violenza nei confronti delle donne, e andare a menarli. Se non loro direttamente va bene anche  un parente, un vicino della stessa razza, un conoscente, uno della stessa etnia, insomma, uno di loro.

Pensate, meno di una decina di donne stuprate in quasi due mesi (dalla quattordicenne all'ottantenne): sarebbe sufficiente eliminare dal panorama nazionale qualche bastardo di rumeno, gli inculaccammeli arabi, i maziali Rom e qualche negraccio dimerda e questo bel, anzi bellissimo, paese, composto da gentlemen che non toccano una donna nemmeno con un fiore sarebbe davvero il paradiso della figa serena e intonsa e saltellante come una cavalletta sulle praterie del rispetto e della sicurezza...

Vestitevi di più ragazze, che una con l'hijab e coperta violentata ancora non l'ho vista. E magari controllate dove vanno le vostre figlie e come si vestono prima di consentire loro di uscire. Direi che viste le cose che succedono, soprattuto in casa, sarebbe il caso di indossare il burqa soprattutto quando si sta in famiglia...

Insomma, lo vogliamo dire che fare i genitori vuol dire che dire di no spesso e volentieri, e non solo disinteressarsi del destino della propria prole, sia magari una cosa da ricominciare a fare?

Che non sono le nazionalità a fare gli stupratori: sono gli uomini a pensare di potercela prendere quando e come cazzo vogliono. Soprattutto i nostri padri, i nostri fratelli, i nostri ex, i nostri mariti. E sono soprattutto le persone che dovrebbero prendersi cura di loro stesse (le donne) e quelle che dovrebbero prendersi cura delle ragazzine (i genitori) a dover fare qualche passo avanti nell'autodisciplina che, alla fine, si tramuterebbe in disciplina ed etica socioculturale?

Che in questo paese del cazzo quelli belli, bianchi e cristiani non hanno mai stuprato nessuno. Hanno aspettato che arrivassimo noi per farci "le vostre dona", e lo sappiamo tutti, nevvero?

Ma non preoccupatevi: appena prenderemo gli stupratori stranieri (ma anche i rapinatori stranieri, gli spacciatori stranieri, le puttane straniere, insomma, tutto quello che di estraneo (straniero) c'è alla vera cultura morale ed etica di questa nazione, risolveremo la crisi economica, il gap tra ricchi e poveri, la povertà culturale, le disparità sociali.

Su, che ce la possiamo fare. E anche dare.

Dacia Valent - Goretti

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