Il massacro

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Perché esista il razzismo, si devono soddisfare alcune condizioni. Non si tratta di massacrare un negro, piuttosto che bruciare una roulotte di nomadi o di far passeggiare maiali a quattro e due zampe sui terreni destinati a luogo di culto.

No, deve esserci una parte della popolazione che presume la propria superiorità e una parte della popolazione che percepisce la propria inferiorità.

Non sto parlando di genetica, ma di leggi e di mezzi di comunicazione di massa.

Se le leggi di uno stato sanciscono l’inferiorità di alcuni rispetto ad altri, se dalle prime pagine della stampa scritta e parlata si urla alla pericolosità sociale dell’altro da voi, non ci si può sorprendere se la traduzione sociale e culturale di queste norme sia una spiacevole tendenza a massacrare i cosiddetti “diversi”.

Potrebbero essere neri, gay, musulmani, ebrei, rom, non importa, l’importante è che la crisi, la disoccupazione, i rincari, l’immondizia, la malasanità passano in secondo piano, lasciando spazio al massacro del capro espiatorio di turno.

Dacia Valent

Kilombo, mea maxima culpa

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dacia valentSono stata sospesa da Kilombo, perché - per motivi di odio personale - un famigerato fake della rete che fa parte della redazione ha voluto privarmi di uno spazio di discussione, per motivi di odio personale, ripeto.

Ne fa parte perché un gruppo di kilombisti - persone a mio avviso politicamente un po’ stupide perché tristemente avide di accessi, visto che ripubblicano sul blog del fake i loro pezzi - hanno sostenuto all’epoca la campagna per la sua elezione alla redazione.

Io, grazie ad Allah, all’epoca - seppure pesantemente sollecitata da chi ritenevo amica - mi sono sottratta alla logica squadrista, che vedeva un “compagno che secondo me sbaglia” bersaglio della violenza che questi patetici ma pericolosi rossobruni ritengono sia satira, fatti che tutti ormai hanno riconosciuto per quello che sono, e cioè aggressioni di stampo nazifascista, e dichiarai il mio voto per un’altra persona, che si è poi rivelata un’ottima redattrice.

Questo l’antefatto.

Ma adesso parliamo di quello che sta succedendo, e delle geremiadi di redattori che si dimettono (ElfoBruno e Ciocci) lamentando una violazione della Carta di Kilombo, che sono poi gli stessi che hanno permesso che proprio in Kilombo si consumasse un’aggressione/vendetta virtuale, da parte di due esseri obbrobriosi e infrequentabili - uno dei quali per qualche giorno ancora redattore e iscritto a Kilombo -, nei confronti di alcuni iscritti, come Spartacus Quirinus [aggredito in base alla sua età], me [sospesa], Ricchiuti [sospeso], Stratex [che si è visto cambiare il link al suo meta post], Tisbe [che si è vista cancellare il suo meta post dalla home di Kilombo], e potrei continuare ancora.

Quando ho contattato la redazione attuale, sia collettivamente sia uno per uno, se ne sono altamente sbattuti.

Molti di noi hanno aspettato che questa redazione - di cui una parte si dimentte su questioni legate al Gay Pride solo perché li riguardano direttamente - dicesse qualcosa delle violazioni eclatanti della Carta di Kilombo [per esempio la sospensione non è prevista, così come non è previsto che un rdattore modifichi i meta-post], e abbiamo atteso invano.

Oggi, si dimettono.

L’unica cosa che mi viene in mente è di dare loro la mia solidarietà, parafrasando il pastore Niemoeller:

"Prima vennero per gli anziani, e io non dissi nulla perché non ero anziano.

Poi vennero per i negri, e io non dissi nulla perché non ero negra.

Poi vennero per gli albanesi, e io non dissi nulla perché non ero albanese.

Poi vennero per i Rom e i Sinti , e io non dissi nulla perché non ero Rom né Sinti.

Poi vennero per gli ebrei, e io non dissi nulla perché non ero ebreo.

Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa".

Ma Kilombo è stato per alcuni, anzi, molti di noi un sogno.

Quello di raccordare politicamente il web di sinistra, quello di dare una voce ai senza voce, quello di fornire ai compagni un’agorà dove dibattere, quello di edificare un’arena dove discutere, quello di costruire un bistrot dove dialogare, uno spazio virtuale dove coordinare gli sforzi ed essere parte della soluzione e non parte del problema.

Kilombo ha smesso di essere tutto questo, quando alla redazione sono state elette persone politicamente lontane dalla sinistra quanto Plutone lo è dal Sole: Francesco Costa e Valerio Pieroni, che stanno nel PD solo perché è lì che è confluito il democristianesimo in cui si riconoscevano prima dell’implosione di quel partito. Nulla da dire sulla loro capacità e coerenza come blogger, solo non sono di sinistra.

Ha conosciuto tempi bui con l’abuso delle chiavi di redazioni da parte di Spartacus Quirinus e di Karletto Marx.

Io ho di volta in volta difeso il diritto di parola e il diritto di cittadinanza in Kilombo di ognuno di loro.

Ma Kilombo è sprofondato in una melma disgustosa con l’elezione di Spb. Un fake conclamato, mille personalità la servizio del nulla: dall’ebreo David Eckstein che giustificava l'antisemitismo di una squinternata a Franca Brambilla, ai vari Fabio, Bob, e altri commentatori del sito della squilibrata sporcacciona che non cito per evitare di sporcare ulteriormente questo blog.

E a questo punto mi accorgo di dovere delle scuse a tutti i compagni, a tutti quelli che credono che questo possa essere il laboratorio della sinistra del web e non una malinconica vetrina dove parlare del deficit di democrazia nella nazione lasciando che la democrazia del nostro microcosmo - cioè Kilombo - vada letteralmente in pezzi.

Mi sono accorta che la troppa democrazia è difficile da comprendere da chi la vive come qualcosa di dovuto o di scontato, e non qualcosa da garantire quotidianamente, con azioni e - nel nostro caso - parole.

E queste, sono le mie, di parole. Perché non potrò votare. Ma se potessi farlo, voterei per Guido Allegrezza, lampidipensiero.

Dacia Valent

L'Italia dell'apartheid

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impronte nereIn questi giorni si susseguono le riunioni della rete antirazzista nazionale, ci si scambiano tonnellate di kb di mail e si consumano crediti di cellulari che pagherebbero il debito estero di una piccola nazione, per raccordarci sulle azioni da intraprendere contro il “pacchetto sicurezza”.

Posso dire una cosa?

Partecipo volentieri, mi pare che molti tra noi stiano partecipando da oltre 20 anni, facendosi anche un mazzo così, e ormai non ci crediamo più molto.

Perché qualcuno dovrebbe indicarci quale è la vera differenza tra la gestione Amato e quella Maroni del Ministero dell’Interno e ancora di più quel qualcuno dovrebbe spiegarci l’inspiegabile silenzio - salvo qualche eccezione rimarchevole - del movimento durante la gestione Prodi dei diritti civili e umani delle minoranze etniche e religiose.

E dire che non si chiedeva molto, si chiedeva al governo di “centrosinistra” di fare quello che sta facendo il governo di estrema destra: cambiare lo stato e le istituzioni.

Forse era il centrosinistra sbagliato.

O forse abbiamo a che fare con una strana genia di politici, che badano più al consenso popolano che al bene della popolazione.

La sapete la cosa più atroce? Che le norme contenute nel “pacchetto insicurezza”, approvate da un Senato che è stato consegnato dall’incuria dei compagni alla destra più violenta, fascista e razzista, rendono felici gli italiani.

Tanto felici.

Sono felici di vedere militari pattugliare/marciare per le strade delle grandi città, umiliando le minoranze etniche - perché quello è il loro ruolo nella tragedia italiana - come oggi fanno le polizie del nostro paese;

sono felici della norma che toglie la potestà genitoriale ai Rom e Sinti mendici, senza pensare che vi sono assassini che hanno mantenuto e mantengono tuttora la potestà sui loro figli;

sono felici si sentirsi dire dai loro ministri che ai bambini Rom e Sinti verranno prese le impronte digitali, saranno schedati come criminali solo perché appartenenti ad un’altra “razza”, probabilmente considerata inferiore;

sono felici del doppio binario della giustizia, che di fatto separa gli uni dagli altri, sancendo il principio secondo cui la legge non è uguale per tutti, aggravando i reati in base all’etnia di appartenenza;

sono felici di sapere che centinaia di migliaia di persone rimarranno senza una casa, perché li vogliamo a lavorare nei nostri mercati e nelle nostre campagne, ma vorremmo anche che fossero subumani "usa e getta" e che non si intestardissero nel volere avere un letto in cui dormire e un comodino su cui appoggiare le foto dei loro figli lontani;

sono felici che questo paese riconosca alle minoranze etniche - finalmente ufficialmente e a livello normativo - il ruolo di servi, il ruolo di schiavi.

Provate a spiegare a questi molti, felici molti, che non basta essere “elettori” - un sinonimo, ormai, per indicare il cliente di prostitute politiche di sinistra e di destra - per essere al sicuro.

Provate a spiegare a questo popolaccio che sfiora l’idiozia e non più la più perdonabile ignoranza, che noi neri, rom, gay, musulmani, ebrei, donne, ecco, si, provate a spiegare a questi miserabili felici che noi "diversi" siamo la palestra su cui la struttura di potere si fa i muscoli per colpire chiunque un giorno dica di NO.

Provate a dire loro che esiste un semplice principio che andrebbe rispettato e promosso: agli elettori vanno garantiti i loro diritti, ma nulla di più, a tutti gli altri, gli stessi diritti, e nulla di meno.

Provate a dire loro che questo paese si è trasformato, in pochi mesi, nella replica edulcorata da un sapeinte lavoro mediatico del più becero fascismo all'italiana, quello della Risiera di San Saba, quello del lager di Bolzano, quello dei treni piombati per le deportazioni, quello dei rastrellamenti, quello dei militari che pattugliano le strade, quello delle leggi razziali.

Beh, noi dobbiamo dirlo, e dobbiamo farlo capire.

Qui e ora, compagne e compagni, sorelle e fratelli, non si tratta più di organizzare manifestazioni o assemblee dove parlarci semplicemente addosso, dicendo cose che avevano senso decine di anni fa.

Qui e ora, si tratta di prendere che questa è l’Italia dell’apartheid, creata dalla negligenza di una sinistra incapace, preoccupata della perdita di consenso, priva ormai di ideali e di idee forti, paralizzata di fronte al compito vero, quello di creare una cultura solidale tra lavoratori e una destra attiva e cattiva, con grandi capacità di organizzazione sul territorio e un progetto reale - seppure orribile - da realizzare.

Qui e ora, si tratta di essere consapevoli che non si tratta di organizzare manifestazioni, cortei, assemblee, si tratta di cominciare a pensare in termini di Lotta di Liberazione.

Qui e ora, si tratta di capire che la nuova schiavitù esime lo schiavista dall’andarseli a catturare gli schiavi: arrivano qui, morendo a frotte, perché hano capito che non è giusto morire per i nostri condizionatori d'aria, i nostri SUV, le nostre parabole.

Qui e ora, si tratta di capire che esiste in Italia una colonia interna, composta da quasi 5 milioni di persone che sono private di ogni diritto, che vengono umiliate e percosse e bruciate vive, e bisogna schierarsi, seriamente, davvero.

Qui e ora, si tratta di smetterla di parlarci addosso, di prendere la falce e impugnare il martello, di scendere giù in piazza e picchiare con quello.

Perché di fronte ad una così violenta aggressione normativa, di fronte all’ignavia di un Presidente della Repubblica sedicente uomo di sinistra che firma qualsiasi pezzo di carta igienica sporca gli presentino, di fronte al razzismo, alla tutela dei privilegi dei pochi a scapito dei diritti dei molti, non si può continuare a fare coreografia.

Perché adesso non c’è bisogno di marciatori dalle scarpe rotte, ma di eroi. Di eroi. Di donne e uomini che si battano per ciò in cui credono, senza temerne le conseguenze, anzi, accettandole con grazia.

Di fronte a tutto questo si fa politica, e la si fa seriamente, con ogni mezzo necessario.

L’autodifesa non è offesa. E per dirla con Marcuse, è compito di ogni individuo ribellarsi contro un sistema ingiusto.

Il razzismo non è mai stato così nascosto dai media, prima d’ora, ma è molto più terribile oggi di quando invece il regime fascista finanziava i fogliacci di Telesio Interlandi e giornali oggi tra i più venduti, Corsera e La Stampa per esempio, erano desolatamente allineati con la persecuzione delle minoranze.

L’idea di un’Italia esente dal razzismo, è un sogno dei pochi che vorrebbero schiavizzare e sterminare i molti, ma quel che è peggio è che è anche il sogno dei molti impoveriti che diseducati e privi di capacità organizzative preferiscono la gara tra topi piuttosto che la rivendicazione articolata.

Qui non si tratta più solo di coreografare un abbozzo di protesta, ma di discutere di come liberare le menti per liberare l’Italia.

Uno dei nostri canti, uno tra i più belli, ad un certo punto dice: “scarpe rotte eppur bisogna andar”.

Io verrò a tutte le manifestazioni, come ho sempre fatto, lo faremo tutti, e pur se le nostre scarpe sono ormai rotte, andremo.

Ma sappiate che non ci divertiremo affatto.

Dacia Valent

Conferme su Sandalo: il terrorismo in Italia è solo quello anti-islamico

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attentato iadl In attesa che il partigiano venga lavorato per bene dai grafici e da Madonna (sarà pronto entro la fine di luglio, inshallah), e della definizione della redazione più le questioni burocratiche di registrazioni tribunalizie, mi è stato consentito di usare questo blog per le informazioni relative all’organizzazione.

Quindi, vi dico che da due settimane sono la Portavoce Ufficiale della IADL (Islamic Anti-Defamation League), sostituisco immeritatamente zia Dacia che è impegnata con una docenza e con la stesura del suo libro.

Sono comunque due anni che lavoro nell’ufficio stampa dell’organizzazione, quindi non dovrei combinare casini. Almeno non più di quelli combinati, soprattutto ultimamente dalla zietta.

Questo è il mio primo comunicato come Portavoce dell'organizzazione, che origina da questo link:

Roberto Sandalo. Nuova ordinanza di custodia cautelare

mercoledì 25 giugno 2008

25 giugno 2008- Una nuova ordinanza di custodia cautelare è stata notificata in carcere a Roberto Sandalo , ex Prima linea che fu arrestato nell'aprile scorso dagli agenti della Digos di Milano per due attentati incendiari nei pressi di due moschee milanesi. Un’analoga ordinanza è stata notificata in carcere anche a Maurizio Peruzzi, perito chimico coinvolto con Sandalo in una serie di azioni. All'ex Prima Linea, spostatosi di recente su posizioni integraliste anti islamiche, nell'ordinanza di custodia cautelare sono contestati anche episodi da lui stesso confessati al pm Maurizio Romanelli che, fra non molto, dovrebbe ultimare l'avviso di chiusura delle indagini che prelude al rinvio a giudizio.

A Sandalo, uno dei pentiti che contribuì a smantellare il Partito armato, sono contestati una decina di episodi, compresi quelli che lo portarono all’arresto commessi nei pressi della moschea di Via Quaratanta a Milano e di Abbiategrasso. “Roby il pazzo”, come era chiamato ai tempi del Movimento Armato, confessò in seguito anche un attentato incendiario ai danni di un edificio di Castelli Calepio (Bergamo), destinato a diventare luogo di culto islamico e tre attentati incendiari ai danni di linee ferroviarie. Vi sono poi le minacce nei confronti di Barbara Albertoni, esponente della Lega Antidiffamazione Islamica. A Peruzzi sono contestati, invece, alcuni episodi di danneggiamento, sempre ai danni di luoghi di culto islamici, messi a segno con delle cosiddette “pipe-bomb” e non invece quelli eseguiti da Sandalo con delle molotov. Lo stesso Peruzzi fece ritrovare, in seguito all’arresto, cinque “pipe-bomb”. Sempre a Peruzzi è contestata la falsificazione di una carta di identità per attivare il numero di telefono del movimento “Top islam”. Alcuni attentati furono rivendicati da un sedicente Fronte Cristiano Combattente.

Questa la nostra reazione (cioè, la prima reazione della IADL (Islamic Anti-Defamation League) fatta da me personalmente), di esponenti non ne abbiamo molti e sono tutti molto più, come dire? ah, ecco, normali:

“ARRESTO SANDALO: IADL, DISEGNO PER COLPIRE L'ISLAM (V. ARRESTO SANDALO (ANSA) - MILANO, 26 GIU

«Avevamo intuito l'autore delle scritte sotto la casa della Albertoni Barbara, una nostra ex volontaria allontanata traumaticamente per motivi di incompatibilità politica, e che queste andavano collocate in un disegno che intendeva colpire la nostra organizzazione in particolare e l'Islam italiano in generale». Lo dichiara Leila Pettinari, subentrata nel ruolo di portavoce della IADL (Islamic Anti-Defamation League) a Dacia Valent, in relazione all'accusa di minacce nei confronti della Albertoni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare per l'ex Prima Linea Roberto Sandalo, già arrestato in aprile per una serie di attentato contro luoghi di culto islamici nel Milanese. «Abbiamo segnalato all'Autorità giudiziaria anche i collegamenti internet del Sandalo - continua Pettinari - perché siamo sicuri che gli abbiano fornito il supporto logistico ed umano per le sue attività terroristiche. Riteniamo probabile che la sera dell'apparizione dell'On. Valent a Telelombardia - continua - il Sandalo abbia pedinato l'auto della Albertoni che in quel momento ospitava la Valent facendole anche da autista, e che successivamente l'ex Prima Linea abbia vergato quelle scritte sotto il portone». Pettinari spiega anche che la Albertoni non è mai stata «un esponente della IADL (Islamic Anti-Defamation League) ma una semplice volontaria, ben presto allontanata dall'associazione».

«Nonostante i recenti dissidi personali della signora Albertoni con i vertici della nostra piccola ma tenace associazione - conclude la Pettinari - le porgiamo la nostra umana solidarietà». (ANSA). COM-RT 26-GIU-08 16:55 NNN

E questo è quanto, per oggi.

Leila P.

Mi arrendo

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Sapete, non pensavo che sarei mai arrivata a questo punto.

Ma di fronte al ricatto e all’estorsione, mi arrendo. Pare che la censura nazifascista funzioni di nuovo. Sanno dove e come colpire questi bastardi.

Ho cancellato alcuni post da questo blog. Perché amo i miei figli, e perché ricordo gli occhi di Madre il giorno in cui suo figlio è stato ucciso. Quella è un’espressione che non voglio vedere sul mio volto..

Non voglio che quell’urlo sottile esca dalla mia gola.

Non lo voglio, perché vorrebbe dire che ho perso la parte migliore di me, quella che ho portato dentro e che ho cullato, quella a cui ho baciato le ginocchia sbuccciate e a cui proibito di uscire la sera.

Mi adeguo, a quest’estorsione, perché sono madre e sono parte di una famiglia che a questo paese ha già pagato un pesante tributo di sangue. E proprio perché sono madre, non ho mai scritto su questo blog o altrove il nome delle povere figlie di questa donna.

Perché noi donne siamo madri di tutti i figli.

Vi dicevo, ho deciso di cancellare alcuni post del mio blog, perché altrimenti una persona che citerò oggi per l’ultima volta - e questo post rimane - mi ha messo di fronte ad una scelta.

Questa persona si chiama Barbara Albertoni, e ha vinto una guerra che io non ho mai voluto e che ho dovuto subire.

Ha vinto contro una madre che non intende rischiare di perdere i suoi figli, come successe alla sua di Madre.

Lo faccio perché Barbara Albertoni, che in rete si fa chiamare Cloroalclero, ha minacciato di rivelare dati sensibili sui miei figli - che conosce solo perché glieli ho forniti io, quando pensavo che fosse una persona normale, prima di entrare a casa sua e vedere come vive e cosa fanno lei e il suo ex-marito - dati come i loro nomi e cognomi, l'indirizzo di casa e quelli di lavoro, che potrebbero condurre i suoi camerati di Roma a loro, così come i suoi camerati di Udine, anni fa, arrivarono a mio fratello.

A tutti quelli che la ritengono una compagna e un’antimperialista, a quelli che sfoggiano il suo link nei loro blog perché la credono una sostenitrice della Palestina piuttosto che un'odiatrice di ebrei, a quelli che la citano nei loro blog e siti, a quelli che la linkano e anche a quelli che commentano il suo blog, ecco, sappiate, vi prego, che ha vinto lei. Io cedo, compagni di cloroalclero.

E non poteva essere altrimenti.

Lo faccio perché su uno dei tanti blog creati da Barbara Albertoni, questa donna sui miei figli scrive quanto segue - badate bene, non lo scrive su di me, come sarebbe normale considerato che non ho mai fatto i nomi e i diversi cognomi delle sue figlie - ma contro i miei figli, i miei ragazzi. Di lei ho solo detto ciò che ho visto e letto, e cioé che il suo ex -marito le porta la droga a casa, che lei intrattiene orge con la sua bambina a una porta di distanza, e che è ignorante quanto una capra.

Eccola, nitida come non lo è mai stata, sul sito che ha creato sui miei figli, da dove lancia un ultimatum inacettabile, che però io accetto e a cui mi piego come è giusto che sia:

Mi spiace, ma se entro oggi non riceverò riscontro (basta un sms) che tutte le infamie che mettono a rischio la salute fisica e psicologica delle mie creature saranno state cancellate, il link di questo blog comincerà a girare (per esempio nei commenti al blog di Beppe Grillo) e i dati personali qui riprodotti, ad essere disponibili online per chiunque. [le potrei chiedere gentilmente - se avessi lo stomaco di parlarle - di segnalare dove avrei incitato alla pedofilia e allo spaccio di stupefacenti verso due minori di cui non ho mai fatto il nome nei miei post, se non per segnalare la loro pessima situazione - madre tossica, uno dei padri puscher, l'altro gay e totalmente assente, e anche qui evito nomi e cognomi -, perché il punto è proprio questo, mi pare. Potrei farlo, ma non lo faccio. Tanto sia lei sia io, sia - spero - voi, sapete che il suo problema non sono le figlie, e a me le conversazioni inutili non sono mai piaciute.].

Dacia Valent è malata seriamente: va fermata, isolata, curata. Soffre di compulsioni aggressive Soffre di turbe sessuali e ci soffre da anni: un sintomo eclatante è la sua pseudologia paranoide.

Sulle minorenni insidiate a causa delle informazioni personali che diffonde sul web Dacia Valent scrive: "Intimarmi di cancellare cose che ho scritto perché necessarie e giuste - almeno dal mio punto di vista - in cambio della cancellazione del blog (questo n.d.r.) che lei stessa dichiara essere inequivocabilmente suo sui miei ragazzi, è un’estorsione inaccettabile dal mio punto di vista"

E' completamente dissociata dalla realtà. Non si rende conto, l'ex europarlamentare, che scrivere di essere orgogliosa della "genialità" dei figli, all'epoca in cui spacciavano ecstasy, perchè "guadagnavano 20 milioni al mese in due", è da madre oligofrenica. Non si rende neppure conto che se succede qualcosa a una delle mie figlie e lei andrà in galera, le detenute le metteranno la lametta nel cuscino (chi istiga alla pedofilia non è molto amato, da quelle parti). Non si rende conto che se qualcuno spaccerà droga davanti al XXXXXXXXXX, in via XXXXXXXXXXXX, ad un quarto d'ora dal posto di lavoro del figlio XXXXXXXXXXXXXXXXX, qualcuno andrà a cercare lui e non necessariamente la polizia.

Non si rende conto di essere completamente anaffettiva, a conseguenza di un disturbo mentale a lungo trascinato e mai curato. Quello che le impedisce di cancellare i dati personali e le istigazioni alla pedofilia e allo spaccio con cui colpisce le mie bambine (8 e 15 anni) [Nel mio blog non c'è nulla di tutto ciò, nemmeno un dato personale delle bambine, di cui evidentemente se ne frega, il problema di Barbara Albertoni è non poter continuare indisturbata ad insultarmi dal sicuro rifugio del suo anonimato], rendendosi responsabile del rischio a cui sottopone i suoi, di figli.

E, probabilmente, non è neppure la prima volta.

Barbara Albertoni”.

Pur conoscendo i nomi, i cognomi e gli indirizzi, sia quelli delle figlie sia quello di Barbara Albertoni - che non risulta su any elenco telefonico, a differenza della sottoscritta, e se fosse rimasta cloroalclero l'avrebbe fatta franca - non ho mai scritto alcuno di questi dati, perché una madre decente non lo farebbe mai.

Già, sono una madre. Anzi, ho scoperto di essere quasi come Madre, e ne sono felice. E me ne sono accorta, davvero davvero, solo oggi. Nel giorno in cui cedo perché è giusto che così sia.

A questo ricatto meschino, a quest'odiosa estorsione, non posso non piegarmi. Lo faccio perché amo. E so che tutte e tutti voi lo fareste. Cosa conta mai l'orgoglio di fronte all'amore?

Ringrazio Dio l'Onnipotente, Dio il Misericordioso, perché me l'ha fatta conoscere.

Perché da oggi ho una pietra di paragone: quella sotto la quale si trovano i vermi.

Vedi Barbara, quanto facile era vincere? Ora aspetto le altre, tanto il livello ormai è questo.

Dacia Valent

Il malvagio complotto e Cappuccetto Rosso

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Fulvia De Feo Che poi cosa gli dici [a Hamza Piccardo, quando le ho chiesto di poter parlare e tentare una mediazione con il fratello, per evitarci il peggio, che già stavamo parecchio male all'epoca, NdR]? Non vogliamo che esca il tuo nome perché ci impedirebbe di incularti per bene? Vuoi che non lo capisca? Non dargli il vantaggio psicologico, cazzo.

[Sms inviato dalla "candida" Fulvia De Feo, quella che raccoglieva la solidarietà "dell'intera blogosfera" (circa 30blog30, perdindirindina...) a sostegno di un ricatto a sfondo sessuale perpetrato nei confronti un personaggio pubblico, e adesso si limita a raccattare quella di una sua collega di insegnamento milanese, squilibrata e tossicodipendente, del suo webmaster ignoto ma sgamatissimo come troll, una squillo bricolage (ex-antimperialista) per anziani e a un paio di siti fake, razzisti e pornografici che linka senza problemi (una vlta i link di Lia erano diversi, ma una volta frequentava me) - mentre sosteneva di fare una battaglia per noi donne musulmane, su cui l'ho sostenuta con tutto il cuore - sul nr. 334-6808001 il 30/11/2006 alle ore 15:01:24].

 

Un complotto si aggira per l'Europa, il nome di questo complotto è "Famo er culo alla Lia".

Esiste anche una lista dei complottardi, perdinci, e io la posso pubblicare:

Paolo Mieli, l’Islam italiano, l'Agenzia delle Entrate, Magdi Allam, Isadora D’Aimmo, Maurizio Murelli, i rossi, Adn Kronos International, Omar Camiletti, Musul-Man, l'On. Dacia Valent, La Bottega del Fantastico, Moreno Pasquinelli, la Matrigna Cattiva, Master Manfred, Harm Wulf, Hamza Piccardo, Rosalucsemburg, Hamza Boccolini, la Provincia di Napoli, Wilhelm Langthaler, Sherif El Sebaie, la Poligamia, l'On. Emanuele Fiano, la Monogamia, i traslocatori marocchini e/o musulmani di materassi, Alecsandr Dugin, la SCORE-Italy, Alessia Monteverdi, Lex Luthor, Miguel Martinez, il Joker, Costanzo Preve, le figlie di Nour Dachan, Libero, Eurasia Rivista, Riccardo Di Vito, Zeinab Verderio, Orion, la Strega Cattiva, la moglie e i figli di Hamza Piccardo, Pierluigi Battista, MMax, Kilombo, i bruni, Pino Arlacchi, Quex, Danilo Zolo, la IADL, la moglie di Boccolini, i Comunitaristi, Enrico Galoppini, Rockerduck, il Campo Antimperialista, i frocioni del Gay Pride, Angela Lano, Politica On Line Forum, il Lupo, Mario Adinolfi, il Corriere della Sera, Paniscus, Andrea Morigi, Karter, Alessandro Cancian, i rossobruni, Leila Pettinari, Leonardo Mazzei, Sinistra Per Israele, Maurizio Blondet, Rubimasco, Unicoop Tirreno, Claudio Mutti, Gambadilegno e Trudy e tanti altri - crudelissimi e malvagi - con cui mi scuso per la non menzione, ma questo è un "post in progress" [ché la babbiona continuerà a propinarceli fino a quando dureranno le sue ferie, fa così ogni anno d'altronde...].

Cosa hanno in comune tutti questi soggetti, così eterogenei tra loro?

Semplice, la Lia di Haramlik, l’odalisca rimpatriata, la stagionata maialona, la “professoressa la da a tutti”, in una semplice parola: Fulvia De Feo.

Tutti i biechi individui della lista qui sopra fanno parte di un sordido complotto internazionale, trasversale, poligam-islamo-sio-antisio-antimperial-traslocator-monogam-nazi-comunista nonché internazionalista, che - traendo malvagi spunti di riflessione politica dai mutandoni ascellari di una tardona in fregola menopausile - sta complottando per: conquistare il mondo, impedire alla suddetta tardona di fumare a casa di chi non fuma, di ricattare la gente per motivi di lucro da patonza e criticarla per il frenetico ciavare in giro come ‘na specie di coniglia ninfomane. Non necessariamente nell’ordine, che le priorità son priorità, eh? La conquista del mondo è rimandata a dopo che avremo avuto ragione della nostra potentissima - e sensualissima - nemesi.

Ma ROTFL.

Un quesito mi attanaglia, però: ma arrivate a una certa età a queste professoresse di scuole medie e superiori scadono il senso del ridicolo, della decenza, la dignità personale e il culo? Insomma, le garanzie a vita le danno solo sulle pentole Mondial Casa?

Dacia Valent

Minacce di Al Qaeda alla IADL e al Gay Pride

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Bombola del gas

UPDATE

* Trattasi di "neosillessi" o se preferite di similitudine. Oddio, potrebbe anche essere una sineddoche. Qualcuno lo spieghi alla professora Fulvia De Feo, che tra una ripassata e l'altra un ripassino alle figure retoriche lo potrebbe dare, no?

DV

 

Parrebbe che "Bin Laden abbia messo una bombola del gas sul pianerottolo di noi di IADL"*.

L’ha messa lui, non ce l'abbiamo messa noi. Ve lo assicuro come destinataria delle minacce, in quanto unica persona identificabile come IADL e anche come "testimone" di bufale messa in rete da persone poco raccomandabili.

Ho parlato con il responsabile del CPpOeSP e la minaccia l’hanno presa sul serio, per tutti e tre i soggetti minacciati: Berlusconi, la scimmietta del Corsera/Vaticano e noi.

Noi non ci fermiamo. Continueremo a fare il nostro lavoro e a militare per i diritti civili e umani delle minoranze. TUTTE le minoranze.

Ce ne fottiamo allegramente di terroristi e imbecilli che popolano il web. Ché secondo noi si tratta di imbecilli [e mitomani] davvero.

Comunque adesso capite perché aveva un senso la clausola del nostro statuto che consente ai militanti l’uso degli pseudonimi e l’anonimato.

Io sono tranquilla, visto che lo stato - che già protegge me e la mia famiglia - ha investito fior di euro per fare di me un ottimo funzionario di indagine e anche di scorta.

Sarò al Gay Pride Nazionale, con quelli di voi che vogliano raggiungerci, il 28 giugno. A Bologna.

Dacia Valent

Dagli atrii muscosi...

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Ci sono molte cose che non capisco della vita sessuale delle colleghe di figa italiane, bianche, coltivate come degli OGM in una discutibile brodaglia di coltura/cultura/incultura cristiano-occidentale: dallo scambio delle coppie a uomini e anche donne che amano vedere i loro amati scopare con altri corpi che non siano il loro, fino alla promiscuità sessuale tout court.

donna velataCredo che le relazioni sessuali occasionali siano terribili per l'autostima di chi le pratica e di chi le subisce.

Il fatto di non conoscere veramente la persona, dal mio punto di vista, ti decostruisce come essere umano e come donna, rende traumatico e frenetico il vivere con te stessa, perché l’unica maniera che hai per riconoscerti passa attraverso l’approvazione della tua patonza da parte di un soggetto altro, che nulla a che vedere con te se non per l’uso che di te ha fatto e che tu gli hai concesso di fare.

Ho sempre avuto un sacro rispetto per il mio corpo. Sempre. Entrarci non è facile. Perché ho di me una valutazione che non dipende dal giudizio di un frequentatore occasionale delle mie mucose interne, ma solo ed esclusivamente da me.

Riservare la propria bellezza e intelligenza, che non nasce né si esaurisce tra le cosce, all’uomo che senti giusto, quello che senti tuo per mille piccole cose, che vanno dall'espressione che ha sul viso quando non lo vedi, alle virgole messe al punto giusto in una mail, dalla risata calda che ti invade la testa alle mani fredde che ti abbrancano le tette, beh, è diverso.

Perché solo in questo caso senti di conoscere davvero il territorio, senti di poter appoggiare la testa sulla prateria del suo petto, di poter scalare con la lingua la cima del suo cazzo e di aprire piccoli scrigni segreti per farlo abbeverare. E - soprattutto - sai che non ti perdi, che non perdi te stessa, nel tragitto che compi barcollante tra il wine bar e la tua camera da letto.

Per questo, da donna (e non solo da donna musulmana, anzi) preferisco che la mia bellezza, se mai io fossi bella e non è detto che lo sia, esista per quello che ho scelto e a cui mi sono arresa. Non per altri.

Forse anche per questo potrei indossare il velo, se lo usassi.

Non perché il mio uomo lo voglia. Ma perché lo voglio io.

Premetto che sono una musulmana atipica. Non seguo moltissimo i precetti dell'Islam. Non prego 5 volte al giorno, non uso l’hijab, non alahamdullilaieggio a ogni piè sospinto e non mi faccio crescere la barba.

Ma una cosa mi è dentro abbastanza.

Il vestirmi cum grano salis. Non è un vizio, ma un vezzo.

Provate a vederla come la vediamo noi, femministe musulmane: per quale motivo dovremmo girare strafighe [tacchi vertiginosi, gonne cortissime, trucco e parrucco freschi di lacche e brillantanti], esibendoci per gli estranei che troviamo per strada, negli uffici, in posta, sui ponteggi, al supermercato o dovunque andiamo, così ben addobbate?

Salvo poi tornare a casa e mortificare noi e il nostro maschio, infilandoci dentro un tutone di flanella, con i bigodini, la maschera facciale all’avocado e le pantofole a muso di cane?

Non ha senso. Davvero, nessun senso.

Credo che "il" Zonker lo avesse capito, quell'occhieggiare sbarazzino di ciocche bionde, quelle risate come trilli, da sotto il burqa. C'era figa a Baghdad.

Ma non per tutti. Solo per quello giusto.

Noi donne musulmane, ma direi le donnedonne in generale, preferiamo essere sexy a casa, per il nostro uomo.

Per lui ci profumiamo con oli essenziali e ci trucchiamo affannate sperando di finire prima che ritorni. Per lui ci vestiamo e solo per lui ci svestiamo. E non dobbiamo tenere la pancia in dentro e spegnere le luci, perché lui conosce le nostre smagliature e bacia il nostro ombelico sporgente e - più di ogni altra cosa - conosce noi come noi conosciamo lui.

Scandagliare le città alla ricerca di qualcuno che ci tappi, per pochi patetici minuti, perché la stima di noi come donne - forse attraenti o ancora “funzionanti” anche se hors garantie - passa attraverso le piccole labbra, non vale una vita vissuta male, non vale la solitudine che costringe alla compulsività dell’impudico bla bla, al racconto tedioso di una vita porca e malinconica, passata ad allargare le gambe per chiunque dica di si al nostro petulante e mendicante proporci/imporci, e - lo sapete tutte e tutti - che se la si sbatte in faccia a chiunque qualche si rischia di ottenerlo.

Tradire è brutto in generale, ma tradire se stesse, raccontandosi delle storie per raccontare delle storie ai guardoni ammessi nel nostro “giardino”, è degradante.

L’essere puttana non è prendere soldi in cambio di sesso. Quelle sono lavoratrici e - a volte - commercianti di se stesse.

No.

L’essere puttana è svendere se stesse per puntellare l’indecorosa favoletta che ci si racconta di notte, quando il sonno si rifiuta di chiuderci misericordiosamente gli occhi: io sono una donna, io sono una donna libera.

Ma cosa avrebbe a che vedere un simile disastro sociale e soprattutto culturale con una qualsiasi donna self-conscious?

Da quando l’oste che ci mesce il vino, l’idraulico che sgorga ben altri tubi, lo studente brufoloso, o il succhiare piselli di fronte alle amiche di infanzia ha a che vedere con un eventuale status di donne “liberate” o donne “libere”?

Credo nulla. Ma potrei sbagliarmi.

E invece no. Molte hanno smesso di essere donne per limitarsi ad essere vagine. Spesso vagine viaggianti per farsi frustare da qualche palestrato master a Piacenza.

Non si tratta di moralismo o bigottismo, figuriamoci, magari ho scopato con pochi ragazzoni, ma ho fatto cose che voi umani…

Si tratta di rispetto di sé e di rispetto per le sorelle.

Ma non a tutte è dato di capirlo.

Forse provo invidia per chi mette a disposizione il suo corpo a chiunque, così, spensieratamente; forse pecco di troppa razionalità anche in cose che qualcuno definisce istintive come il sesso, ma per me libertà significa dire di si quando voglio io, perché voglio io e con chi voglio io.

Non mi faccio guidare dalla disperazione di chi pensa che finirà la sua vita in solitudine e di chi ha bisogno di essere manoseada, smucinata, per sentirsi voluta.

Non mi piace cacciare, né essere cacciata. Mi piace incontrare e scontrarmi.

Amo incontrare qualcuno che sa che voglio incontrarlo, amo che la persona con cui mi scontrerò sappia perché mi vede e sappia cosa voglio e cosa ho da offrire, non mi interessa irretire o sedurre leccandomi le labbra insinuante, o esibendo kilometri di epidermide. Lo faccio essendo me stessa, paura e coraggio compresi.

Noi, che scopiamo poco con gli sconosciuti e che facciamo trascorrere anni tra un uomo e l’altro, si stringe i denti e si va avanti, ché le cose da fare sono molte.

E un dito ben usato vale mille uomini che ci usano.

Voi altre, scansatevi.

Dacia Valent

Giro di vite sui clandestini del calcio

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La Dacia ha comminato un provvedimento di espulsione agli italiani dagli Europei. Ora i clandestini si trovano nel CIE di Baden Baden, ma dovrebbero essere rimpatriati la prossima settimana. Lo scafista, tale Donadoni, verrà scorticato vivo dai risoluti militi del virilissimo La Russa.

Meraviglioso.

Dacia Valent

A Roma! A Roma!

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ViaggioE adesso parto per Roma…

Scendo dalle montagne, zaino in spalla e vado nella grande città.

Ci vado per partecipare al Gay Pride romano, per sostenere compagne e compagni che in questo momento lottano per tutti noi, contro il rifiuto delle differenze e per l’uguaglianza.

E domenica c’è la manifestazione chiamata dalle comunità Rom e Sinti alla quale non voglio mancare, perché dire di NO è importante.

Insomma, un w.e. di marcia e di lotta. Che fa bene alle cosce e al cuore.

In questi giorni Madonna (grazie ancora, buddy) farà il trasferimento del Partigiano al suo server.

E io approfitterò per fare un po’ di disintossicazione da web, che mi ci vuole. Quindi lascerò qui il Portégé, anche se non sono sicura di non controllare la mail e i commenti del blog dal Communicator. Ma ci proverò. Con tutte le mie forze.

Lunedì giornata campale a Roma, per questioni burocratiche e martedì invece a Milano, per una conferenza e un interrogatorio. Per fortuna mi interroga un caro amico, quindi sono molto relaxed. Storie strane di bombole, che devo chiarire.

E poi, torno ai miei monti.

Per tutti quelli che hanno voglia di vedermi, alloggerò all’hotel Eden, in via Ludovisi, e la sera di domenica tendenzialmente sarei per organizzare una bicchierata di mezzanotte nel roof garden più fico di Roma. Offro io.

Chiamatemi al mio numero “pubblico”, lo trovate qui.

Vi lascio con una piccola riflessione su Kilombo, l'aggregatore a cui sono più affezionata.

Da quando l’ebbbreo di cloroalclero fa il redattore di Kilombo:

Gli ebrei non si possono iscrivere

I gay non hanno diritto di cittadinanza

Gli anziani vengono massacrati con l'aiuto di squadristi e facinorosi desiderosi di aumentare gli accessi.

I musulmani non possono aggregare

Le minoranze etniche e gli immigrati vengono definiti così da uno dei redattori di Kilombo.

Curioso che l’aggregatore delle sinistre venga gestito da due nazifascisti.

Ci si risente mercoledì. A meno che Leila o Fatma non decidano di riscrivere.

Dacia Valent