Erode e la Palestina

Oro, incenso e mirra.

Questi erano i doni che i Re Magi portarono a un piccolo palestinese, nato in una grotta a Betlemme.

Oggi, i discendenti di Erode, hanno invece donato “Piombo Fuso”.

Con il solito tempismo - scandito dai consumi o dalle vacanze (luglio 2006 per il Libano, dicembre 2008 per Gaza) -,  lo stato di Israele compie l’ennesima strage di civili, sicura dell’indifferenza della cosiddetta comunità internazionale. Tenetevi aggiornati su Infopal.

In realtà questo post non ho nemmeno voglia di scriverlo, perché so che non cambierà nulla.

Perché troppi anni di condizionamento a considerare la Shoah come la giustificazione di ogni barbarie e crimine hanno ottuso quasi completamente l’intendimento della massa amorfa che insistiamo a chiamare popolo.

Ma non parliamo solo dei bombardamenti su Gaza e di quelli ormai quotidiani in Cisgiordania, di cui nessuno dice nulla.

Evitiamo anche di equiparare le punizione collettive a quelle inflitte durante il periodo coloniale, la 2° guerra mondiale e l'apartheid.

Parliamo invece del fatto che i quartieri arabo-israeliani - i ghetti in cui sono stati relegati i musulmani e i cristiani di cittadinanza israeliana, con scuole faticsnti e ospedali inesistenti - sono circondati da carri armati, polizia ed esercito da quando quest’attacco è iniziato.

Evidentemente la comunità ebraica esportata in Palestina sa bene quale è la percezione interna di quello che sta succedendo, sa che è completamente differente da quella del resto del mondo embedded, educato alla diseducazione da giornali posseduti ormai da pochi che dettano il pensiero dei molti.

Ma i poveri sopravvissuti e discendenti di sopravvissuti (che guai dimenticarlo, per carità) continuano ad uccidere impunemente, senza soluzione di continuità.

Come Erode fece con i bambini, per beccare ed eliminare un piccolo palestinese che, da grande, avrebbe cambiato per sempre il suo mondo.

Buon natale, a tutti. Soprattutto a chi il Natale non se lo gode, ma lo muore.

Dacia Valent

 

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GLI ANGELI DI GAZA

Salve, vorrei proporvi una lettura “particolare” in questi giorni scossi dai tragici eventi di gaza: una poesia omaggio per tutti i bambini che vivono sulla loro pelle l’“orrore” della guerra, con l’auspicio che il linguaggio delle parole si faccia -almeno una volta- più forte di quello delle armi... ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ GLI ANGELI DI GAZA: Piccole stelle esplodono con un sorriso in viso negli occhi pien di vita dei bambini di una piccola stretta terra, imbrattando le strade della loro ingenuità, attingendo dalla tavolozza colorata dei loro pensieri un arcobaleno di sogni... (PROSEGUE SU...: http://spaziolibero.blogattivo.com)

Fuori dal coro.

Spero che si riescano ancora a distinguere le scelte politiche, giuste o sbagliate, della classe politica, dai semplici cittadini e si riesca ad immedesimarsi da tutte e due le parti in gioco. Cypherinfo Webmaster di www.kilombo.org

il cerchio e le botte

Cypher,

io faccio la stessa distinzione che fanno le cosiddette bombe intelligenti che massacrano decine di miniterroristi distruggendo un reparto pediatrico di uno dei pochi ospedali ancora funzionanti  di Gaza.

Faccio la stessa distinzione che fanno i media internazionali sui kassam (razzi alla 'ndo cojo cojo) e i micidiali e precisissimi aerei israeliani guidati da droni, che non si scomodano nemmeno più a pilotarli.

Faccio tutti i distinguo che vuoi.

Ma ciò non toglie che bombardare delle persone che si tengono prgioniere, affamandole, in un lager a cielo aperto come Gaza è proprio da schifosi e da bastardi.

Il giorno in cui il popolo ebraico di Israele si solleverà contro i suoi politici, quelli che operano quelle che tu così carinamente chiami "scelte sbagliate", allora quel giorno riuscirò a distinguere chi decide da chi si adagia nella decisione.

E pensa che si sta punendo [con il sistema fascista della punizione collettiva, tra l'altro) un intero popolo solo perché ha eletto democraticamente l'unica scelta che gli era rimasta, oppure sarebbe stato condannata all'abbraccio "corrotto" di Fatah.

A quanto pare la "democrazia occidentale" paga male i suoi accoliti. Anzi, pretende pesanti pedaggi di sangue innocente.

Dacia Valent

L'avvocato del diavolo.

Ho provato ad informarmi attingendo a fonti indipendenti e senza il filtro del mio schieramento politico e lontano dalle ondate emotive dei singoli eventi; assumendo il punto di vista del capo di stato; le conclusioni cui sono arrivato sono che se dovessi scegliere in termini di sicurezza dove abitare, sceglierei la Palestina. Mi piace la passione e il trasporto che metti in ciò che scrivi. :-) Cypherinfo Webmaster di www.kilombo.org.

Si. Direi che te lo

Si. Direi che te lo meriteresti. Magari a Gaza in questi giorni, che te ne parrebbe?

Dacia Valent

Accetto l'invito.

Accetto l'invito solo che non potendomelo permettere verrei solo se te le volessi accollare tu. :-) Cypherinfo Webmaster di www.kilombo.org.

Tutte le spese intendevo.

Avevo dimenticato di scriverlo nel post precedente. Cypherinfo Webmaster di www.kilombo.org.