Ho letto da Spartacus Quirinus che Mmax si sarebbe dimesso non solo da redattore di Kilombo, ma addirittura dall’aggregatore.
E lo ha fatto perché noi cattivoni che insistiamo a non capire che andare in giro a bombardare la povera gente non sia così simpatico - per capirci, noi a cui non piacciono gli assassini a sangue freddo - abbiamo osato dire che magari Israele è un po’ pessimo.
Ho letto poi sul blog di Miguel Martinez che anche lui abbandona Kilombo a causa di una mail farneticante della redazione, dove si vorrebbe imporre una regola - un editto, sic et simpliciter - al collettivo, e cioè quella che “non si puo mai più mettere in discussione la liceità dello stato d'Israele ad esistere”.
Ora.
Con il Massimo io condivido un minimum set: quello del cazzeggio più o meno impegnato. E noi, quando si cazzeggia (almeno noi due), siamo più seri che mai. Insomma, siamo dei dandies: quando il gioco si fa duro noi diventiamo giocherelloni. Perché, stando da questa parte del mondo ce lo possiamo permettere.
Con Kelebek credo e so di condividere molto di più: lui è il nord della mia bussola, quello che mi tiene ancorata alle cose perbene, mi guida nella giungla dell’impossibile e mi fa da sherpa nell’inconcepibile. O almeno tenta di farlo.
Mi piace andare dall’alpha all’omega: da una parte la capacità di essere distaccatamente appassionato di Kelebek e dall’altra quella di essere calorosamente spassionato di Mmax.
Ho tutto dalla vita, cosa ci posso fare, folks? Il miglior amico e il miglior nemico.
La differenza tra loro è che uno è un collezionista di persone, mentre l'altro ama farsi collezionare.
Fa sempre male perdere pezzi di un’esperienza che io insisto - caparbia e testarda - a definire politica. Perché il progetto di unire i blogger di sinistra o quelli che si sentono di fare parte della sinistra, democraticamente (forse anche troppo, direi) è e rimane un progetto politico.
If you can't stand the heat, get out of the kitchen. Sia tu, Miguel, sia tu Massimo.
Così mi hanno insegnato.
Perché abbandonare il terreno (o il territorio?) politico per questioni di stupido principio, disertare con le proprie passioni e le proprie convinzioni un luogo dove dibattere e far dibattere le proprie ragioni è stupido. E nessuno di voi due lo è. Altrimenti non vi odierei o vi amerei. Intercambiabilmente, natürlich.
Non ho mai considerato Kilombo una vetrina (se non quando l’ho dichiarato perché mi ero incazzata di brutto), difendendo i diritti di una manica di cialtroni che ho imparato a conoscere solo dopo.
Per me è sempre stato un posto dove incontrare facilmente i compagni (e anche i compagni che sbagliano) e leggere quello che pensavano e quello che succedeva nelle loro città, nei loro collettivi reali. Niente di più, ma niente di meno.
Non è mai stato il luogo delle “rese dei conti” o un posto dove “esercitare il potere”. Figurarsi, a me del potere me ne fotte parecchio. L’ho avuto e l’ho lasciato, tranquilla e beata, perché il vero potere è solo quello che sei in grado di esercitare su te stesso e non su altri.
Soprattutto quando gli altri sono indifesi. Come, per esempio i palestinesi.
Io sono per le svastiche sulla bandiera israeliana, sono per il rogo delle bandiere israeliane e sono anche per la cancellazione dalle mappe e mappamondi della parola Israele.
E lo sono perché
Primo: se vengo percepito, per il mio comportamento, come un aguzzino nazista, la svastica ci sta, tutta. E poi esiste anche la libertà di espressione, e credo di essermi già espressa in merito.
Secondo: bruciare una bandiera non è un’offesa a un popolo. Il rogo della bandiera - così come concepito oggi - viene direttamente dalla battaglia fatta da compagni (e non) che si opponevano alla guerra d’aggressione americana al Vietnam. E la Corte Suprema degli USA lo dichiararono un perfetto statement, basandosi sul principio della libertà di espressione.
Terzo: Io credo fermamente che Israele non debba esistere. Che debba essere cancellato dalle mappe. Credo che non esistano gli “israeliani”, credo che le persone che abitano in quella terra siano tutte palestinesi, ormai. E che ognuno di loro debba poter votare e spostarsi come gli pare e piace, che la religione vada praticata nelle moschee, nelle sinagoghe e nelle chiese, o nel privato della propria casa e del proprio cuore.
Quarto: io sostengo il diritto di tutti i palestinesi ad avere un unico stato. Me ne fotto se siano musulmani, ebrei, cristiani, agnostici, pagani, wicca, satanisti., atei. Un unico stato a-confessionale, democratico, ove la vita di ciascuno equivalga la vita degli altri. Dove ognuno difenderà la vita degli altri.
So what?
Ma davvero questo non si può dire in Kilombo? Possibile che di fronte all’orrore per la morte silenziosa di decine di bambini, di donne, di lavoratori si opponga la patetica indignazione per una bandiera bruciata, Claudio, Valerio, Gato, Zinfarosa, Berardo e MMax?
Che sacrifichiamo uno strumento decente, democratico, perfettibile certo come Kilombo - ma considerate le “alternative”...- , insostituibile (almeno per me), per accodarci alla canea dei giustificazionisti ad ogni costo, dei pagati per dire certe cose e di quelli che amano la morte?
Davvero siete sicuri che questa mail idiota della redazione risolverà il conflitto? E davvero siete convinti che se noi kilombeiros ci astenessimo dal dire pane azzimo al pane azzimo e vino kasher al vino kasher magicamente Israele smetterà di bombardare ministeri, scuole, università, caserme della polizia, ospedali e case civili?
Ma cos’è, siamo diventati una succursale di Informazione S-Corretta?
Io resto in Kilombo.
E voglio che anche quelli che sono usciti ci rimangano o che vi ritornino. Perché le battaglie vanno combattute, esattamente come chiediamo ai "nostri" di combattere dall'altra parte del Mediterraneo.
Voglio l’MMax e voglio il Kelebek, perché per la sinistra è questo: l’essere vicini per molto e lontani per una cosa non ci rende nemici, né incompatibili. Ci rende semplicemente interlocutori viscerali e appassionati e ricercatori curiosi e assetati.
E senza questo, questo essere vicini e distanti, capaci di dividerci sulle virgole ma di abbracciarci fraternamente quando necessario, non esisteremmo. Più.
Dacia Valent
Kilombo?
Hamas Stocas
Non possiamo darti ascolto
Salam aleikum
onorevolaaaaaa
Palestina rossa?
onorevola
Sarebbe bello vedere