Una normale giornata nella vita dell'IADL

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Sapete una cosa?

Oggi vi racconto uan “normale giornata” della IADL. Una di quelle che presuppone l’intervento della portavoce, perché complicata.

Una ragazza, 24 anni, di famiglia borghese e ricca, dirigente del settore estetico dello Sheraton di Casablanca ha conosciuto qualche mese fa una mozzarella rancida frosinate in quel di Malta, dove entrambe erano in vacanza.

Lei dopo aver fatto “amicizia” con la stronza l’ha invitata a casa sua.

La tipa ha approfittato dell’invito con il suo ragazzo, un grasso 6oenne mezzo calvo, e ha approfittato di un’ospitalità a tutto campo (nessuna spesa, in ogni senso) per quasi un mese.

Qualche tempo dopo le ha scritto per dirle che voleva non solo ricambiare la sua ospitalità, ma darle l’opportunità di guadagnare di più in Italia, con un contratto di lavoro.

La ragazza si è licenziata, ha preso il visto che le consigliavano turistico) per venire qui, ne l paese di Bengodi.

Vista l’importanza della sua famiglia (legata anche alla famiglia reale da una lontana parentela) il visto le è stato rilasciato per 90 giorni. Senza alcun gnere di problema.

Appena arrivata in Italia, è iniziato il suo incubo.

Hanno preteso, e ottenuto, perché la gentilezza è dei nostri paesi e non del vostro, che lavorasse gratuitamente sia in un negozio di abbigliamento sia in una piadine ria.

18 ore al giorno. In cambio di vitto e alloggio.

Veniva chiusa a chiave ogni sera nella sua camera.

L’ospitalità da lei data (il giro del Marocco in macchina, cene luculliane, massaggi, trattamenti di bellezza, vestiti, conoscenze, paesaggi mozzafiato) è stata ricambiata con lo schiavismo più bieco.

Una sera, un amico di questa coppia malefica ha invitato un loro amico, avvocato, che le ha messo le mani addosso. Lei si è ribellata e ha chiesto aiuto ai suoi “amici” che aspettavano nell’altra stanza.

Ed è stat aggredita dalla sua “amica” che le ha detto che sarebbe stato il suo “integralismo islamico” a fare la sua rovina in Italia. Che l’avvocato sarebbe stato molto utile e le avrebbe anche dato qualche soldo.

Ecco.

Questa è la vita della IADL.

Giriamo di blitz in blitz, e dobbiamo occuparci di qualche professoressa in fregola, che toglie a queste ragazze la possibilità di essere rappresentate e difese e tutelate.

Vi terrò aggiornato, che adesso la polizia è andata a liberarla dalla stanza in cui viveva rinchiusa quando non costretta a lavorare e devo incontrarla insieme all’avvocato presso la Questura di Frosinone.

Mobilitatevi, che salvare una vita vuol dire salvare il mondo.

Dacia Valent

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in questo articolo vedo solo

in questo articolo vedo solo la dimostrazione che di pezzi di merda ne esistono tanti, troppi, e dovunque, in ogni paese del mondo e in ogni religione.

vicenda vergognosa

vicenda vergognosa, spero che quei tipacci ricevano una punizione esemplare. solo per curiosità: la iadl interviene anche nei numerosi casi come questo http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=278769&START=0&2col= ?

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